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"Efis libera nos de su
mali e ti promitteus una festa manna"
("Efisio, liberaci dalla
peste e ti promettiamo una grande festa")
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Quando arriva il I°
maggio, da 351 anni (al 2007), i fedeli di tutta la Sardegna
arrivano a Cagliari per rendere omaggio al Santo
martire guerriero che, invocato dai cittadini, per
intercessione e grazia divina, liberò nel 1656 (con
una pioggia battente) la città dalla peste. Come da
tradizione un tappeto di rose ricopre le strade
percorse dal cocchio del Santo, i suoni delle launeddas e gli svariati colori dei tradizionali
costumi provenienti da ogni angolo dell'isola. L'
Arciconfraternita di Gonfalone, nella piccola chiesa
di Sant'Efisio nel quartiere Stampace, adorna di
colori rosso e oro il cocchio ligneo che ospita la
statua del Santo. Il quartiere è intriso di festa con
fiori e arazzi. Fuori dal sagrato della chiesa
migliaia di persone si preparano ad accompagnare Sant'Efisio durante i quattro giorni del suo lungo
cammino verso Nora (Pula) dove fu decapitato nel 303
d.c..
Chi era Sant'Efisio
Figlio di padre cristiano e madre pagana,
era un soldato di Gerusalemme un ufficiale dell'imperatore
Diocleziano, il cui compito era quello di combattere il
cristianesimo. Un giorno però, Dio gli si manifestò lasciandogli
impressa sulla mano destra il segno della croce. Da allora si
convertì. |
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Diocleziano invano cercò di fargli rinnegare la sua
nuova fede. Fu così che Efisio venne perseguitato,
torturato ed alla fine ucciso. Si racconta che ciò
avvenne al numero 34 dell'attuale Via Sant'Efisio.
Una piccola porta scura con sopra una targa "Carcer
Sancti Ephysii M. " ci apre l'accesso alla cripta
sotterranea dove Efisio, legato ad una colonna, fu
torturato prima di essere giustiziato. L'omonima
chiesa si trova poco più su, nella Piazza Sant'Efisio.
Sopra l'altare maggiore, in una teca, vengono
conservate le sue reliquie. Sulla destra "Sa coccera"
ovvero, la stanza che ospita il cocchio utilizzato
per il trasporto del Santo. Le tre statue
all'interno della chiesa sono: "Sant'Efisiu sballiàu"
(porta la croce nella mano sinistra invece che nella
destra), la statua risalente al 1657 che viene
portata in processione e che vede Sant'Efisio
soldato, ed infine la statua realizzata nel 1800 per
ringraziare il Santo nel giorno del lunedì
dell'Angelo per la liberazione dai francesi.
Le Traccas |
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Gruppi in costume |
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I Cavalieri |
I Miliziani |
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Il Terzo Guardiano |
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L' Alter Nos |
Il Capellano |
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La Confraternita |
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Suonatori di launeddas |
Il Cocchio di Sant'Efisio |
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Il Corteo.
Aprono il
corteo i carri trainati dai buoi ovvero "Le Traccas"; seguono pregando e
cantando i Gruppi in Costume ed insieme a loro i
Suonatori di launeddas; i Cavalieri del Campidano; i
miliziani; il Terzo Guardiano; l'Alter Nos; il
Capellano e i Membri della Confraternita di
Gonfalone di Cagliari e le altre Confraternite
dell'isola; infine, il suono delle Launeddas avvisa
dell'arrivo del Cocchio con Sant'Efisio che nella
Via Roma passa sopra un tappeto di petali di rosa,
per poi proseguire verso Nora.
----- la
processione>> |
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